De Seta a Pentedattilo

Scritto da Luigi Palamara on ott 21st, 2008 archiviato in Area Grecanica, Calabria, Comunicati Stampa, Cronache, Cultura, Eventi, Notizie, Pentidattilo, Provincia di Reggio Calabria, Società. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso

Il cortometraggio di Vittorio De Seta art.23, girato in Calabria per il progetto del film collettivo “All Human Rights for All” e prodotto dalla Ram Digital Film e Magafilms, sarà presentato il 26 ottobre 2008 in occasione del Festival Internazionale del Cinema di Roma alle ore 11.30 presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium assieme ad una selezione di cortometraggi del film. Ingresso aperto al pubblico e incontro con i registi. Si ricorda che l’anteprima ufficiale del film collettivo “All Human Rights for All” è prevista per il giorno 1 Dicembre 2008 presso il teatro Argentina di Roma.
 
 
“Ogni individuo ha diritto al lavoro,
alla libera scelta dell’impiego,
a giuste e soddisfacenti  condizioni di lavoro
ed alla protezione contro la disoccupazione.”
 
(Art. 23 della Dichiarazione universale dei diritti
Umani – Assemblea dell’ONU, 11 novembre 1948)
 
Il cortometraggio Art.23: la storia
 
E’ il mese di febbraio e da una proposta di collaborazione con il maestro Vittorio  De Seta per la produzione del cortometraggio “articolo 23” sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani  all’interno del film collettivo no profit “All Human Rights For All”,  una società di produzione video, una cooperativa sociale,  e un’ associazione culturale  di Reggio Calabria, iniziano, per la prima volta insieme, uno stimolante viaggio di cooperazione. La Ram Digital Film, la Magafilms,  e l’associazione Officine Jonike Arti, condivideranno il progetto filmico che coordinato dall’associazione Rinascimento di Roma, sta mobilitando il cinema italiano per il sessantenario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E in tutto questo l’incontro con uno dei registi più rappresentativi della storia del cinema italiano, che ha in se la scommessa del rischio e il piacere dell’imprevisto, che è disposto a fare cinema con i mezzi che si hanno, con la carica di un giovane veterano che si affida a giovani realtà di produzione per realizzare il suo cortometraggio.
Arrivato per la prima volta a Pentedattilo  come ospite della seconda edizione del Pentedattilo Film Festival, che gli ha dedicato una retrospettiva, Vittorio De Seta ci ha insegnato che il cinema non è un pacchetto regalo lustrato e confezionato con un nastro e un fiocchetto rosso, ci ha esortato a riportare il cinema alla funzione etica di interprete della realtà contemporanea.
In quell’occasione  è rimasto colpito dal borgo, dal suo potere evocativo… e così, un anno dopo, decide di girare il suo cortometraggio  proprio a Pentedattilo.
Partendo da quelle  parole di una calda serata di settembre, abbiamo messo insieme le nostre energie, abbiamo pianificato, ritrattato, ci siamo presentati ad istituzioni ed enti, tenaci e un po’ incoscienti. C’era un impegno preso con il coordinamento centrale, ma c’era anche la paura di non riuscire a trovare il budget per realizzare il cortometraggio, e tuttavia dovevamo portare a termine il nostro viaggio.  
Ed eccoci dopo qualche mese, dopo molte telefonate, e-mail, viaggi, sopralluoghi, parole spese, a girare il cortometraggio Articolo 23.
I flash della nostra memoria si fissano sui volti, i gesti, le urla a voce viva o attraverso un megafono spesso in avaria, gli abbracci, il sole che picchia forte, il vento della costa jonica, le macchine caricate e scaricate, i trattori, i piani di lavoro scritti, riscritti e puntualmente non rispettati, i ruoli che si accavallano, le notti a discutere di tutto: organizzazione del lavoro, budget, incomprensioni, fatica e insonnia. 
Ma la nostra memoria corre in particolare alla gente del luogo, sorridente, disponibile, entusiasta e paziente, la gente che non rifiuta anche in orari improbabili di dare una mano alla giovane troupe e al grande maestro Vittorio De Seta, il più giovane tra i giovani, forse perché, consapevolmente o no, in quei giorni, quella gente viveva come noi l’urgenza  di raccontare in un cortometraggio sul diritto al lavoro, i disagi dell’emigrazione di ieri e di oggi.
Pentedattilo in Articolo 23 assurge ad  un ulteriore emblema:  simbolo dell’abbandono coattivo per la gente del luogo diventa terra di accoglienza per i nuovi sud del mondo. 
Eccoci quindi pronti a guardare per la prima volta il lavoro del maestro Vittorio De Seta, un nuovo contributo da donare alle future generazioni.
 
 
Vi aspettiamo quindi numerosi il 26 Ottobre alle ore 11.30 presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium!
 
 
Ciao,
Emanuele Milasi
Ufficio Stampa “art.23”         

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