MILANO, 18 Giugno 2009 – Nei mondi virtuali disegnati al computer c’è la nuova strada per la cura di malattie tra loro diversissime, come l’ansia o le fobie, l’impotenza, il Parkinson e l’anoressia. Una possibilità che sembra il futuro ma che è già qui, pronta per la vetrina della XIV Conferenza mondiale di Cyber Therapy e Cyber Psychology, ospitata dal 21 al 23 giugno a Verbania.

La Cyber Terapia è una forma di assistenza sanitaria basata sull’utilizzo delle nuove tecnologie, nella quale l’Italia ha un ruolo da protagonista: secondo i principali database scientifici internazionali, l’Istituto Auxologico Italiano è il centro di ricerca europeo con il maggior numero di pubblicazioni scientifiche nel settore, e il terzo a livello mondiale. Con la realtà virtuale applicata ad esempio in un malato di Parkinson, il paziente indossa uno speciale casco e un apposito guanto, e si possono simulare esercizi semplici di riabilitazione. I medici sono in grado di modificare la realtà virtuale per adattarla alle capacità del malato e al percorso di cura.

Lo stesso approccio si impiega anche nella riabilitazione dell’ictus, dove invece di chiedere al paziente di immaginare i movimenti si può direttamente farglieli vedere e toccare (virtualmente) con mano, stimolando quindi il suo cervello a compierli. Allo stesso modo si può trattare l’anoressia rieducando il paziente a ‘vedersi sano’, cosa che la malattia gli impedisce. (Ansa).