
ROMA, 23 Aile 2009 – C’è anche il vino, adesso, tra le bevande alcoliche che giovani e giovanissimi consumano per ubriacarsi, ma la qualità non conta nulla: spesso alcolici molto diversi finiscono per far parte di cocktail-spazzatura. È questa la novità emersa dai dati presentati oggi a Roma, nel convegno organizzato in occasione della Giornata per la prevenzione dell’alcol da Istituto Superiore di Sanità (Iss), ministero del Welfare e Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Le rilevazioni sono state eseguite fuori dalle discoteche grazie al progetto «Il Pilota», giunto al terzo anno ma costretto a chiudere i battenti per mancanza di finanziamento. L’86% dei giovani che frequentano discoteche e pub consuma alcolici soprattutto il sabato sera in cerca di ebbrezza, sotto la spinta di suggestioni pubblicitarie. «A differenza del passato, i giovani non disdegnano il vino, ma lo usano spesso per mescolarlo ad altri alcolici e preparare miscugli», ha detto il direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Iss e del Centro Oms per la ricerca sull’alcol, Emanuele Scafato, che è anche presidente della Società Italiana di Alcologia. A preferire il vino sono soprattutto le ragazze al di sotto dei 18 anni e il modello di consumo più diffuso è stato importato dall’estero, soprattutto dalla Spagna: è la moda del «butellon», la damigiana nella quale si mescolano il vino e gli alcolici meno costosi, che in Italia sta diventando comune soprattutto fra i giovani del Nord. Il rito, secondo gli esperti, ha molto in comune con quello tipico del consumo di droghe. (Ansa).